Note: This story was dynamically reformatted for online reading convenience. Prima di tutto, grazie per il fatto di leggermi. Sono sicuro che questa storia sarà piena di errori, forse non scorrerà bene, forse avrà un linguaggio povero e ripetitivo. E il mio primo tentativo, migliorerò! L'ho scritta di getto, desideroso di poter dare un contributo in italiano a questo gruppo. Vi piace la storia? Scrivetemi a sliver91_2011@hotmail.it Il sole stava tramontando, e la luce del sole mi dava fastidio agli occhi. Chiusi il mio laptop, come fosse un segno che per oggi potevo ritenermi soddisfatto del mio lavoro. Di lavoro faccio lo scrittore, e infatti sto lavorando sulla mia più recente opera: la storia di mia moglie. Si chiamava Teresa, ed è morta di tumore. Mi ha lasciato da sola con una bellissima bambina, Sofia. Ha tre anni, ed è la sua fotocopia. Occhi verdi, capelli biondi boccolosi, pelle chiarissima. Se non fosse stato per Sofia, sono sicuro che mi sarei suicidato da tempo. Lei era la mia missione, la mia felicità. L'ultimo pezzo di Teresa, che continuava a vivere, a ridere, ad amare la vita. Quello che vi stò per raccontare potrà sembrare orribile, osceno, perverso. Giudicate pure, a me non interessa. Dopo aver finito di lavorare, mi butto sul divano. Apro la tv, mi voglio solo rilassare. Ma i doveri di padre ben presto mi interrompono: Sofia entra nel salone, e nel suo solito modo si abbraccia alle mie gambe. "Papy...voglio il latte." Io sorrido. Teresa ci ha lasciato quando Sofia aveva solo qualche mese. Soffre molto la mancanza del contatto intimo con la madre. Come padre, cerco di compensare in qualche modo.... "Va benissimo amore. Andiamo in camera da letto." Dico, chiudendo la tv. La prendo in braccio. E'una bambolina calda, leggerissima e fragile. Potrei schiacciarla molto facilmente con le mie potenti braccia. Ma lei si rifugia fiduciosa in mezzo ai miei muscoli e, ahim, anche la mia pancetta. Sono il suo eroe e il suo principe. Sento il suo cuoricino battere più in fretta del solito, come ogni volta che mi chiede il latte. La porto in camera da letto. Mi sedo sul grande letto matrimoniale, ormai troppo grande per un padre solitario come me. Le gambine di Sofia scalpitano finchè non la poggio sul letto. Quindi lei rimane alzata, aggrappata ad una delle mie grosse spalle. "Amore, fammi svestire." Prima mi tolgo la maglietta, mentre lei si siede sul letto sorridendo. Quando mi toglievo la maglietta per lei era il segnale che il latte stava arrivando. "Papino, ho fame!" Sofia si lamentava. "Un attimino amore!" Gli rispondevo, carezzandogli la testa capelluta. Mi alzo per togliere i mie pantaloni della tuta, rimanendo nudo. Si, nudo. Un bestione peloso di 40 anni, nudo di fronte a sua figlia. Il mio pene peloso e spesso è eretto, pronto ad...allattare. Ebbene si. Come una donna allatta suo figlio col suo seno, ho pensato che avrei potuto "allattare" Sofia col mio pene. Il mio latte è più denso e prodotto in minori quantità, ma mia figlia sembra apprezzarlo. Racconterò un'altra volta come sono arrivato a questo punto. Non mi vergogno di quello che faccio: la mia bambina aveva bisogno di un contatto intimo con un genitore, e io glielo stavo dando. Mi adagio di lato sul letto, col mio cazzo che pende verso il basso. Un mammellone che la mia piccola avrebbe a momenti succhiato con avidità. Certo, un pene eretto non è forse morbido e rassicurante come un soffice, caldo seno. Ma l'organo era pregno del mio amore e del mio odore, e la mia piccola principessa aveva imparato subito ad adorarlo. Questa volta, la piccola si rannicchia in posizione fetale davanti a me, la sua boccuccia arricciata che poggia sulla mia sensibile cappella. "Ecco la pappa" dissi, mentre mi curvo in avanti, come ad arrotolarmi attorno a lei. La voglio nutrire, la voglio far sentire protetta. D'altro canto, lei afferra i miei testicoli sodi, come ad intuire che il latte venisse "spremuto" da loro. Incomincia a succhiare. Non certo come una donna esperta poteva fare...succhiava come un lattante. Ma la sensazione di quelle piccole, entusiaste, affamate labbra succhiare il mio cazzo, come se non fosse una cosa incredibilmente erotica ma una naturalissima relazione tra padre e figlia...era bellissima. E dopo che lei succhiò un po', mi vergogno un po' ad ammetterlo, cercai di spingere delicatamente la mia cappella nella sua bocca. Io ci andavo piano, e lei non obiettava. Ogni mese la mia umida testa rosa entrava un po' di più nella sua boccuccia che lentamente cresceva. Passavamo tanti bei minuti in quel modo, mentre il mio piacere aumentava lentamente, provocandomi una sensazione di calore in tutto il corpo. Sofia, d'altro canto, si beava del calore e della presenza del suo grosso genitore, desiderosa del suo piccolo pasto. E alla fine, venni. Il mio sperma eruppe dolcemente dal mio cazzo, finendo nella piccola bocca di Sofia. Sempre qualche goccia irrompeva fuori, sporcando di quel bianco, appiccicoso latte il suo faccino dolce ed innocente. Mi guarda, e mi sorride. "Ti è piaciuta la pappa?" gli chiedo. Lei annuisce, mentre si pulisce con la lingua il seme che aveva sulla faccia. Mi si avvicina, mi abbraccia, mi bacia sulla bocca come gli avevo insegnato a fare, e poi se ne và. Torna a giocare con le bambole e gli animali di peluche, come tutte le altre bambine. Io invece mi rilasso, preso da un leggero senso di colpa. Sono ancora nudo, e il mio cazzo mezzo moscio ora è penzoloni. Mi volta a vedere una foto di mia moglie. Chissà se dal paradiso capisce che quegli atti cos" immorali e perversi mi piacciono un sacco? Chissà se conosce il mio desiderio di andare oltre, di fare l'amore con mia figlia. Abbasso la foto. Si, io voglio scoparmi la mia piccola bambina, la deliziosa Sofia. Ma questa è storia per un altro racconto. Fine (ma forse continua!) Se vi è o non vi è piaciuto, vi chiedo di mandarmi una bella mail con critiche e commenti!